23ª Tappa – da Aviles ad El Pito


KM TAPPA: 28,5

DISLIVELLO: SALITA m 640 DISCESA m 520

 

Ma quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi se hai una Vespa Special che ti toglie i problemi…

Così cantava allegramente Cesare Cremonini qualche anno fa all’inizio della sua carriera. Allegramente perché le salite se le faceva in vespa, comodo eh. La tappa di oggi è stata un continuo saliscendi in mezzo a stupendi boschi, quasi divertente.

Ma, partiamo dall’inizio. La nostra passeggiata odierna ha inizio nel centro storico della città di Aviles. Piazza semideserta, io in piedi che cerco di fare un fotografia, vedo sbucare da dietro l’angolo un pellegrino. Un povero pellegrino che fermava chiunque per chiedere indicazioni. Dentro di me penso: “Questo è italiano!”. Si avvicina ed in italiano gli dico la direzione da prendere. Fatta, italiano, milanese. Nome…?! Nicola. Giuro. Iniziamo a camminare assieme. Dopo otto tappe passate praticamente da solo e qualche parola in inglese con chi incrociavo non mi dava fastidio un pó di compagnia italiana. Sarà per questo che la tappa è assolutamente volata…?!? Quasi 29 km con su e giù e non averli praticamente sentiti. Lo zaino sembrava super leggero. Bah probabilmente nella cena di ieri sera c’era qualcosa di strano. Può essere l’unica soluzione.

L’unica nota negativa, anche se negativa è un pó esagerato, è che l’amico Nicola di Milano non ha mai smesso di parlare per tutti i 28,5 km. Una macchinetta. Un cartone, solo che “qualcuno” non gli aveva messo una monetina per farlo parlare ma una bella banconota da €500. Eh…diciamo che non ero più abituato.

Ecco ecco perché non ho sentito la fatica…ero completamente stordito dalla sua parlantina ahahah. Beh ha funzionato…pensando che domani mi aspetta mi sento già meno stanco!!! Scherzi a parte, è stata davvero una piacevole compagnia, proprio come la tappa di oggi. Davvero poco asfalto e ancora tanto tanto bosco. Così tanto che Alex ad un certo punto, e non poteva essere che verso la fine della tappa, mi ritorna con quattro dei stivaletti neri al posto delle sue zampette bianche.

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Ovviamente la sua espressione era di assoluta felicità, la mia un pochino meno visto che eravamo praticamente arrivati e non si sarebbe mai asciugato. Rimaneva una sola ed unica soluzione: cacciarlo in doccia appena entrati in stanza. Così fu.

El Pito non è un paesino. È una grande strada con attorno dei giardini, qualche casetta e nulla di più. Piccolo posto, adatto per tirare due somme e fare un pochino il punto della situazione:

  • 8 tappe fatte per un totale di 169 km camminati;
  • 9 tappe mancanti per un totale di 300 km;
  • ancora 2 tappe poi sosta in treno ed ultime 6 tappe prima di Santiago;
  • al momento vesciche manco l’ombra e piedi tutto ok;
  • zampette e polpastrelli di Alex morbidi e pronti a macinare km;
  • entrambi carichi e pieni di energie;
  • umore al top;
  • solo un pochino assonnati.

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Rispetto all’anno scorso è tutto diverso. Affronto tutto con un altro spirito, con un’altra energia. Siamo carichi a bomba, come dicono i giovani. Beh in fondo siamo super giovani, o no..?!

 

Categorie:Cammino del Nord

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