Il moro e la bionda. La bella e la bestia.


Eh da dove iniziamo…?! Tutto ebbe inizio nel lontano 2015, lontano mica tanto, quasi per caso. Un caso che mi fece innamorare di un monte, il Baldo; di un rifugio, l’Altissimo; di una filosofia, quella del Danny.

Come tutte le storie che lasciano un segno, questa è iniziata in un modo un pò caotico. Non ricordo bene il periodo esatto, forse dicembre, forse il ponte dell’immacolata. Il meteo prometteva sole e nella testa ronzava questo nuovo rifugio che volevo visitare a tutti i costi. La farò breve…dopo una bella camminata stavamo percorrendo l’ultima salita e con la mente già mi vedevo seduto comodo comodo al tavolo a sorseggiare una bella berretta fresca. Svoltiamo l’ultima curva, vediamo il rifugio e una marea di gente fuori. Nella mia testa svaniva in quel momento il sogno della birretta fresca e di un pò di relax. Va beh tentiamola, entriamo e…..boooooom….. magia. Sono stato investito da “un non so cosa”, si proprio così. per descriverlo devi provarlo. Fino a quel momento non ero andato in tantissimi rifugi di montagna, ma il primo pensiero è stato: “Danny è il rifugista per eccellenza.” In fondo il suo slogan, uno dei tanti, era proprio: “Qui si entra clienti e si esce amici.”

Da quel momento sono salito tante altre volte, abbiamo dormito nel bivacco, su di un materasso nella sala da pranzo, sempre su un materasso sul tavolo. Non pensate male adesso eh, un paio di volte anche nel letto della camerata. Da quel momento, volta dopo volta ho conosciuto, osservandole, le altre persone che ruotavano attorno a Danny, tra cui Eva, sua futura sposa.

Come tutte le belle storie, prima o poi finiscono. Dopo ben 17 anni, Danny divorzia. Ehi non pensate male, non da Eva, ma dal Rifugio Altissimo (Damiano Chiesa).

Danny era solito fare dei video bizzarri e simpatici e quando annuncio il suo divorzio mantenne la tradizione. All’inizio pensavo, come tutti del resto, che fosse uno scherzo, invece poi appresi che col cacchio che si trattava di uno scherzo. Il mio primo pensiero….?!? devo essere davvero onesto….?!? “Cazzo se Danny chiude la baracca qui dove porto le giovani fanciulle che vogliono andare in montagna e vedere il Garda dall’alto…?!?” ahahahaha scherzo ovviamente. Il mio primo reale pensiero….?!? Ammutolito, zero parole. Immobile che continuavo a riguardare quel maledetto video muto, quei fogli che passavano uno dopo l’altro….brrrrr ho ancora i brividi.

Quando salii l’ultima volta assieme all’amico Emanuele, gli chiesi un piacere personale: racchiudi la storia dell’Altissimo e di Danny in un video. Così fece. Cinque minuti e ventinove secondi che ogni volta mi fanno scappare una lacrima, mannaggia a te…!!!

Come tutte le storie belle, quelle belle, quelle speciali, quelle con un legame indissolubile, non posso finire veramente. Ricominciano, in qualche modo ma devono ricominciare. Così è stato, per Danny ed Eva, questa volta al Rifugio Lausen. Sabato scorso, assieme ad un paio di amici ho avuto l’onore ed il privilegio di avere una piccola anteprima di quello per tutti voi sarà possibile degustare da questo weekend…posso dirlo Danny….?! Beh ormai l’ho fatto (poi non dire che non ti porto clienti ahahahaha).

L’Altissimo era a quota 2000m circa, qui siamo molto più bassi, a quota 1200m. La vista non è azzurra per via del lago di garda, ma bensì verde irlandese. Se ci sono mai stato in Irlanda, certo che no. Però suona bene. Il rifugio è dolcemente appoggiato su di una collinetta, manco farlo apposta e tutt’attorno colline colline colline verdeggianti. Pensate poi d’inverno con tutta la neve che spettacolo tutto dipinto di bianco. Si si dai, ho capito, poche parole e ve lo mostro, eccolo qui sotto.

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Aaaaaaaah non vi dico nulla di più…se volete scoprirlo di persona e conoscere la favolosa coppia che lo gestisce dovete fare solo una cosa…andarci…e di corsa….!!! Come ve lo dico subitissimo in questa dettagliata e tecnica scheda…mamma quanto sono bravo.

Allora, le possibilità per arrivarci sono tante, noi abbiamo deciso di fare un giro ad anello di 15 km con partenza dal paese di Giazza,.

Giazza (sentiero E5) – Rifugio Lausen (sentiero 251) – Giazza

16041528fd0Dopo aver parcheggiato nella piazza principale vicino alla chiesa la si costeggia e si scende per una scalinata. Si attraversa il ponte sul fiume Revolto e troviamo subito il cartello con l’indicazione per il sentiero E5 o sentiero CAI 250.

Si sale su fondo sterrato con vista alla nostra destra davvero suggestiva sul paesino. Si seguono i cartelli ed i segnavia, impossibile sbagliare, passando da fondo sterrato a un breve tratto cementato per poi riprendere ancora il fondo disconnesso.

La strada è una bella mulattiera, larga e ben tenuta. È impossibile sbagliare strada, perché come testimonia la nostra guida le indicazioni sono ben visibili e tante lungo il percorso. Dopo alcuni tornanti mi trovo davanti un tunnel scavato nella roccia e sono a circa 2,5 km dal punto di partenza.

Si prosegue sempre salendo tra tornanti e tratti rettilinei e su di una curva a sinistra si trova sulla roccia una serie di piccole targhette e statue votive. Un tratto pianeggiante e si attraversa un ponte e siamo in località “il ponte” a 1241 m di quota. 16041528fd0-2Ci si ritrova a camminare immersi tra una bellissimo bosco di faggi sulla destra e, quando si trova, a sinistra un prato si svolta a sinistra.

Ci troviamo a camminare su una strada sterrata bella larga e ben curata sempre nel bosco. Si affronta una breve salita quindi ci si trova davanti uno spettacolo davvero unico. Prati a perdita d’occhio e alcune strutture. 16041528fd0-6Si cammina su fondo sterrato ben compatto e ben tenuto e affianchiamo la prima malga e proseguendo arriviamo ad un bivio dove troviamo il cartello per il rifugio Lausen e svoltiamo a sinistra.

Si prosegue lungo la strada sterrata sul crinale con un panorama davvero suggestivo. 16041528fd0-7Si affiancano una serie di  malghe ed ad un certo punto si inizia a camminare tra una lunga serie di lastre di rosso ammonitico. Sembra quasi un corridoio, il corridoio di casa che inevitabilmente ti può portare solo ad un posto, al Rifugio.

Dopo la sosta al rifugio si prende la strada cementata in discesa. Alla fine si svolta a sinistra su fondo sterrato fino in località Pozze a 1059 metri di quota. Si prosegue su strada sterrata in discesa fino ad un bivio dove si svolta a sinistra seguendo il segnavia 251 in direzione Giazza. Da li è un continuo leggero saliscendi nel bosco fitto. Lungo il tracciato si trovano alcune stele con delle croci. Il sentiero è ben segnato con cartelli e segnavia collocati o su pietre o su alberi. Si esce dal bosco e si vede la sottostante valle e in lontananza Giazza.

Il paesino è il nostro punto di riferimento, costante davanti a noi continuiamo a scendere perennemente immersi nel bosco. Ad un certo punto il fondo disconnesso termina e si passa nuovamente al fondo cementato che ci porta sino alle scalette sotto alla chiesa ed eccoci nuovamente al punto di partenza, la piazza di Giazza.

Bene, anche se questo articolo lo leggerete domani, per me si è fatto tardi. Che altro vi posso dire…?!? Ora non avete più scuse, sapete esattamente come arrivare in questo paradiso. Vi ho già pianificato la giornata top…si arriva la mattina presto, due passi in super tranquillità fino al rifugio, un ottimo pranzo preparato dal giovane ma bravissimo cuoco Renè, potrete conoscere la favolosa coppia di Danny ed Eva…beh che altro volete…?!? Io non aspettare molto per fare questa visita….ci si vede là…..!!!

 

Dettagli del trekking: https://www.komoot.com/tour/25495700?ref=wtd

Categorie:Avventure, Diario, Trekking

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