28ª Tappa – da Betanzos a Hospital de Bruma


KM TAPPA: 28,1

DISLIVELLO: SALITA m 460 DISCESA m 90

 

Ragazzi che giornata lunga. Con un pochino più di fatica rispetto alle altre volte riusciamo ad uscire dal letto, prima cosa da controllare: il meteo. Non piove, perfetto. L’umore è già diverso. Iniziamo a percorrere piccole stradine asfaltate per uscire da Betanzos, è mattina presto e le uniche persone che incontro sono un gruppo di pellegrini italiani anche loro in marcia verso Bruma.

Dopo qualche km si inizia un lungo cammino in mezzo ai boschi, stupendo, era proprio quello che ci voleva dopo tanto asfalto del Norte. Ogni tanto incrociamo le stradine, ma giusto il tempo di attraversarle ed è nuovamente soffice sterrato. Purtroppo dopo 3 ore dalla partenza la pioggia inizia a farsi più forte e costante. Cappuccio sulla testa e cerchiamo di allungare il passo. Camminare di nuovo in mezzo ai boschi, sentire il profumo di eucalipto, sentire solo il canto degli uccelli ed il ringhiottare di Alex mi ha cambiato completamente lo stato d’animo. Pioveva, ma la pioggia non la sentivamo. Alex saltellava come un grillo ed io potevo essere solo che felice. Gli umori erano sempre ottimi, rimaneva solo una piccola preoccupazione per il dormire. Bruma non è altro che 4 case, 1 bar, l’ostello dei pellegrini e due pensioncine che non accettano cani. Domenica avevo chiamato l’albergue dei pellegrini, ed un uomo mi disse qualcosa di poco preciso ed concluse il discorso con: “una soluzione la troviamo.” Continuavo a pensare a quale soluzione avesse mai fatto riferimento. Si tratta di un’avventura…allora avventuriamoci.

Durante la tappa di oggi un altro dubbio mi perseguitava…”ho lo zaino troppo leggero, che ho dimenticato qualcosa…?!” No, impossibile, la stanza l’ho controllata prima di partire e non avevo lasciato nulla. Dopo qualche km realizzo che del cibo disidrato di Alex me ne era rimasto solo un pacchetto, beh presto fatto, mancavano giusto 1250 gr in quello zaino. Saranno pochi, ma la differenza si sentiva eccome.

Oggi non ho voluto fare soste lungo tutta la tappa, avevo incontrato diversi pellegrini, e temevo di arrivare tardi al piccolo albergue e magari di avere qualche sorpresa. Infatti una mezza sorpresa quando arrivai l’ho trovata. Una “gentilissima” signora mi dice che non c’è possibilità per tenere il cane, ed anche la mia proposta di dormire in tenda sotto la tettoia esterna all’albergue viene bocciata ripetutamente. Anzi, dice che se la monto quando sono aperti, chiama la polizia. Simpa la ragazza eh. I limiti minimi dell’autocontrollo e della pazienza stavano pian piano per essere raggiunti, ma dovevo controllarmi. Interviene poi nella difficile discussione inglese – spagnolo un uomo che parlava inglese e mi spiega le problematiche della legge spagnola. Dopo poco gli dico, beh la soluzione è una sola, mi chiami cortesemente un taxi e me ne vado al prossimo paese. In quell’istante la divina provvidenza ha guardato sulle nostre teste. Da dietro l’angolo comprare un uomo zoppicante, che non voce decisa, mi chiede se fossi il ragazzo con il cane che aveva chiamato qualche giorno prima. “Sì, sono io.” Realizzo allora che forse era l’uomo dalla misteriosa soluzione. Con passo zoppicante ci raggiunte, zittisce la moglie (ho capito dopo che lo era) e mi dice che se ho la tenda la posso montare senza problemi sotto la tettoia ma devo pagare lo stesso i 6€ per i servizi dell’albergue. Nessun problema, pago, sello sulla credenziale, tenda montata in due secondi con Alex alla guardia e pronti per la doccia. Questa notte può venire anche il diluvio universale che tanto la testa e la tenda sono al coperto.

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Facendo il cammino con Alex abbiamo avuto poche occasioni di alloggiare in albergue pubblici e quindi di condividere momenti con altri pellegrini. Questa sera è stata diversa, ho parlato con un inglese mentre preparavo la cena di Alex in cucina e mentre lui mangiava sono andato al bar qui vicino per bere qualcosa di caldo. Entro, e vengo invitato a sedermi ad un tavolo. No, non era il gruppo di italiani. Erano uno spagnolo, una tedesca ed un argentino. Tranquilli che non è una barzelletta. Mi ha fatto davvero piacere. Abbiamo parlato dei nostri cammini, di cosa facciamo nella vita. Il tutto in inglese e spagnolo con traduzione simultanea delle parole non comprese. È stata una cena diversa. È stata la cena dei pellegrini.

Domani penultima tappa, 24 km. Previsioni meteo disastrose. Posto per dormire trovato, Alex non potrà entrare nelle stanze ma dormirà in una stanzetta a lui riservata, poco male. Almeno non avremo la preoccupazione “alloggio” mentre nuoteremo ahahahah.

Alle 22 le porte dell’albergue chiudono, quindi ritiro i panni stesi e poi ci si infila in tenda…Buona notte a tutti….!!!

Categorie:Cammino del Nord

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